Proviamo a metterci in moto?

Un ‘mandi‘ a tutti.
E’ da molto che non utilizzo il blog per postare qualche pensiero.
Il pensiero con cui riprendo è: ce la faremo a scrollarsi di dosso le preoccupazioni? E come potrà essere il futuro più prossimo?
Da parecchio non approfondisco i temi della quotidianità con cui i media ci bombardano. Facendo così volevo vivere la quotidianità senza essere preventivamente soffocato da notizie SEMPRE E SOLO NEGATIVE!
Ma forse non è una soluzione quella di mantenersi ‘fuori’ dal mondo. La mia propensione personale a sentirmi impegnato al massimo in quello che faccio e che vivo, non può più essere vissuta da dentro un bozzolo ma ha di nuovo bisogno di aria da respirare e da condividere.
La sensibilità sociale, etica, politica e professionale che mi porto dentro, credo sia mio dovere viverla nella quotidianità in famiglia, lavoro, comunità, parrocchia, politica.
Ho forti legami con i valori che indicano la famiglia come nucleo fondamentale della società. In essa vivo i sentimenti di amore, gioia e impegno e preoccupazioni più importanti: l’amore per Paola, Alessio e Andrea (anche per Paola e Sara), l’impegno a portare in essa la stabilità dei rapporti, la stabilità economica (sempre più in pericolo anche per me!) e la sincerità delle espressioni quotidiane sono la mia priorità.
Per la parte del lavoro, la nuova esperienza dal 2010 in TECHFRIULI, vive le difficoltà di oggi che sono legate sempre più non alla mancanza di lavoro ma alle difficoltà di “incassare” gli importi fatturati. La professionalità che è il bagaglio delle nostre precedenti esperienze, ci permette di insistere nel credere che le difficoltà contingenti devono essere superate. Quando sento che l’economia deve ripartire e che sono stati messi in campo strumenti per favorirte lo sviluppo della PMI, rispondo: BALLE! Abbiamo percorso la strada dell’inizio dell’attività da soli senza che nessuna autorità o istituto di credito ci abbia aiutati! Sulla nostra pelle abbiamo vissuto l’effimerità dei messaggi che riempiono la bocca di molti! Siamo comunque fortunati che il gruppo dei nostri collaboratori è molto coeso e sente come propri gli obbiettivi che l’Azienda si è data.
La vita sociale nella comunità deve farci sentire parte di un processo del ‘vivere assieme’ che rappresenti lo star bene anche fuori dalla propria casa. Questo è stato per molto tempo, da quando nel 1981 sono arrivato a Pradamano, lo spirito con cui mi sono impegnato in diverse iniziative e organismi presenti nel mio territorio. Le diverse vicessitudini e il mutare delle priorità individuali, hanno negli ultimi anni, affievolito lo spirito iniziale. Ache in me ha vinto il senso di ‘viot de to robis’. Oggi guardandomi attorno mi sento come molti altri e mi chiedo cosa potrebbe riportare il mio interesse allla visione precedente. Forse se non aspetto da altri una soluzione ma la cerco e la metto in pratica? ……
Una realtà che invece mi tiene unito alla comunità è la Parrocchia. Sarà perchè rappresenta un punto ‘non trattabile’ dei valori con cui sono stato cresciuto e che assieme a Paola continuiamo a vivere e trasmettere nella nostra famiglia, sarà perchè in essa mi sento positivo, sarà per il valore umano del nostro parroco, per gli amici che condividono gli stessi principi ma quello è un luogo in cui mi sento bene! Nella mia dimensione personale, anche se mi capitano dei periodi di asssenza, è una dimensione imortante di confronto personale. Momenti di impegno foraniali sono a volte anche stimolo per confronti decisi su principi che non sempre sono disposto a negoziare.
Affronto per ultimo l’argomento della politica. Chi mi conosce ricorda il mio passato di impegno sia partitico che nell’Amministrazione del bene comune. Oggi mi sento estraneo a come la ‘politica’ viene proposta e a come attraverso di essa si stia, a mio avviso, semplicemente combattendo per mantenere e accrescere i diversi ruoli di governo del potere.
Non ho la presunzione, per quello che dicevo in premessa, di sentirmi ‘informato’ attraverso un impegno di approfondimento quotidiano, ma ogni approfondimento che provo a cercare e con qualcuno che è contro qualcun altro. Leggo la cronaca di Pradamano e ….. tizio e contro caio e viceversa (evito i cognomi e nomi), leggo la cronaca regionale e …. idem, leggo la cronaca nazionale e Dio ce ne scampi e liberi!
Sempre più spesso mi chiedo: ma chi rappresenta i miei bisogni? quelli della mia famiglia? del mio lavoro? del futuro dei miei figli? della crescita del mio territorio? Quando devo indicare chi rappresenta questi valori, (la persona, il politico in cui ho ancora fiducia) mi trovo che altri hanno già indicato chi devo scegliere! Non c’è più tempo e voglia (ma soprattutto da parte cdi chi dovrebbe stimolarla) per incontrare la gente e sentire i suoi veri problemi, ache i problemi ci vengono indicati da altri e le soluzioni le hanno già trovate loro. Sembra assurdo ma io è questo quello che penso.
Mi sento veramente in difficoltà, e spesso scelgo trasmissioni diverse, quando alla TV trasmettono i TG: solo aspetti negativi, solo casini e nessuna proposta che indichi come uscirne. Per rimanere nell’attualità, fino a ieri per chi ci governa non c’erano problemi e per chi è all’opposizione solo messaggi di ‘B… deve andarsene’. Ma adesso che forse anche a loro queste posizioni non sono più sostenibili cosa fanno? Ricercano le soluzioni solo guardando alla pagliuzza nell’occhio dell’altro senza accorgersi della trave nel proprio di occhio. ‘Bisogna fare sacrifici….’ sempre messaggio valido se rivolto agli altri mai a se stessi. Non la politica ma i suoi attori dovrebbero essere cacciati perchè MAI toccheranno i propri privilegi. Ho letto che Tremonti ha chiamato ‘suicidio’ un voto che riducesse (non annullasse) i privilegi che la classe politica detiene e che quindi non si poteva sperare potesse diventare una proposta condivisibile. Francamente ho poca fiducia che tra i politici possa esserci un impegno condiviso per creare le condizioni per favorire lo Stato in questo momento di difficoltà. Figuriamoci poi i discorsi sulla padania che ogni tanto ritornano! Una volta c’erano i sindacati che rappresentavano i bisogni di chi produce: oggi chi rappresentano? a mio avviso attualmente sono solamente una spesa ‘sociale’ . Dichiaro lo sciopero generale? bene a chi sciopera io sindacato pago quanto non percepisce. Ma figurati! Sei pazzo? Vuoi che andiamo a ramengo? (questo è quello che immagino come risposta)

Adesso mi fermo. mandi

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