Politica
VIA IL CROCIFISSO DALLE SCUOLE – Se questo è il costo dell’integrazione e della cultura del rispetto!
Non ho la pretesa di essere un giurista e giudicare la sentenza della Corte Europea ma ritengo da cittadino italiano e da credente di sentirmi offeso da quanto deliberato.
Non ritengo che il valore dell’accoglienza, della pace e del sacrificio rappresentati dall’immagine del crocifisso possano essere usati come strumento di merce in una civiltà sempre più secolarizzata.
La laicità dello stato è cosa ben diversa e non può basarsi solo nel radicalizzare il suo significato nell’annullare ogni riferimento a valori spirituali e religiosi.
A chi avanza richieste di togliere il crocifisso dovremmo chiedere se ritiene necessario ELIMINARE anche ogni altra “forma di condizionamento” perchè se così fosse …. forse potrebbe chiedere di ELIMINARE anche le persone e poi …..
Il crocifisso mi invita, da cristiano, a non arretrare di fronte a queste provocazioni ma a rappresentare nella vita quotidiana i valori positivi che DEVONO essere manifestati e valorizzati.
A chi ritiene che il crocifisso sia un simbolo di civiltà chiedo di non tacere e di dire a gran voce che in una civiltà libera accogliere chi non la pensa come noi non vuol dire rinunciare ai valori in cui siamo stati cresciuti e a gran voce dire che le immagini che li rappresentano sono per noi una ricchezza che non siamo disponibili a barattare.
Riporto alcune prese di posizione del PD a cui aderisco:
“Un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto”. Questo è stato il primo commento al riguardo fatto dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.
Dello stesso parere anche Walter Veltroni che ha aggiunto “tutti quanti ci siamo sentiti chiamati in causa, sia laici sia cattolici. Bisogna dire no ad un mondo che si chiude in una dimensione identitaria dove per definire se stessi bisogna negare di altri”.
“Non condivido la decisione della Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo contro la presenza del crocifisso in classe. Quella presenza fa parte della nostra storia e della nostra cultura. Non contrasta con la libertà di religione o di educazione”. Così il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti.
“Per i cristiani è un simbolo di fede, della vicinanza di Dio all’umanità fino ad assumerne fisicità, sofferenza, dolore e morte prima di riscattarne futuro e speranza con la resurrezione. Per tutti indistintamente è’ segno di innocenza,mitezza, sacrificio di sé per gli altri. Quella croce per nessuno è ragione di oppressione,costrizione o intolleranza. Per tutti è motivo di solidarietà e amore. Su questi aspetti non possono discendere decisioni dall’alto. Mi auguro che nessuno in questi giorni rimuova il crocifisso dalle aule per metterlo nelle cantine. Non sarebbe certo la nostra libertà a fare un passo avanti”.



